LUIGI
MENEGHELLO
Chiaro e oscuro
Il
disprezzo per la prosa paludata, e il disgusto per quella oscura, nati
per me in Italia nei primi tempi del dopoguerra, m'insegnarono alla
fine a scrivere semplice e chiaro, come non usava quasi più nel
nostro Paese.
Mi sono spesso domandato
perché scrivesse in modo così pomposo e opaco, per esempio,
il mio amico e compagno padovano (che a un certo punto poi si tolse
la vita, poveretto). Secondo me scriveva così perché quello
che aveva da dire sarebbe parso troppo magro, quasi meschino se lo avesse
detto in chiaro. Allo stesso modo le pseudo-profondità di uno
dei più autorevoli bonzi della critica militante italiana di
allora servivano a nascondere un'imbarazzante banalità di fondo:
"A ben vedere..." diceva continuamente nei suoi articoli,
come per farsi coraggio. E non parliamo delle intonazioni. Quel modo
di intonare le recensioni, le lezioni accademiche, gli indirizzi,
le commemorazioni!
Fonte:
Luigi Meneghello, La vita è sull'altro binario, "Il
Sole 24 Ore", Domenica 11 aprile 2004, pag. 27.