Piccola antologia dello scrivere chiaro

A cura di Matteo Viale

 

 

 


 

 

LUIGI MENEGHELLO
Chiaro e oscuro

 

 

Il disprezzo per la prosa paludata, e il disgusto per quella oscura, nati per me in Italia nei primi tempi del dopoguerra, m'insegnarono alla fine a scrivere semplice e chiaro, come non usava quasi più nel nostro Paese.
Mi sono spesso domandato perché scrivesse in modo così pomposo e opaco, per esempio, il mio amico e compagno padovano (che a un certo punto poi si tolse la vita, poveretto). Secondo me scriveva così perché quello che aveva da dire sarebbe parso troppo magro, quasi meschino se lo avesse detto in chiaro. Allo stesso modo le pseudo-profondità di uno dei più autorevoli bonzi della critica militante italiana di allora servivano a nascondere un'imbarazzante banalità di fondo: "A ben vedere..." diceva continuamente nei suoi articoli, come per farsi coraggio. E non parliamo delle intonazioni. Quel modo di intonare le recensioni, le lezioni accademiche, gli indirizzi, le commemorazioni!

 

 


Fonte: Luigi Meneghello, La vita è sull'altro binario, "Il Sole 24 Ore", Domenica 11 aprile 2004, pag. 27.

 

 

 

 

 

       

      Pagina a cura di Matteo Viale Ultimo aggiornamento: 31/10/07